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Lo spirito pratese e la fioritura delle scuole di comicità

La scuola dei comici

Lo spirito pratese e la fioritura delle scuole di comicità

Lo spirito pratese, particolarissima versione dello spirito toscano, ha prodotto negli anni una straordinaria fioritura di comici: le scuole di comicità sono state (e in parte sono) le case del popolo, la strada, la famiglia, il lavoro in fabbrica o nei campi. Se proprio si dovesse cercare il luogo simbolo della comicità pratese il primo che viene in mente è il circolo ‘L’unione’ di Vergaio, dove Roberto Benigni ha fin da bambino respirato quella cultura popolare che, assieme al talento, è all’origine della sua comicità e della sua cultura e dove sono state girate molte scene del film che può essere considerato il ‘manifesto’ della nostra comicità (ma direi anche della nostra cultura popolare): ‘Berlinguer ti voglio bene’ di Giuseppe Bertolucci (1977). In quel mitico film, accanto al protagonista Roberto Benigni, recitano alcuni dei protagonisti di quella straordinaria stagione comica, da Carlo Monni a Donato Sannini a Mario Pachi.

Tutti o quasi conoscono Roberto Benigni e Francesco Nuti. Pochi sanno dei mille Benigni e Nuti sparsi tra i paesi delle piane o dei poggi di Prato, di quell’umorismo diffuso di tutti i giorni che è l’humus dal quale emerge ogni tanto un comico famoso. Ma a Vergaio qualcuno di loro si conosce, sono gli amici di gioventù tante volte ricordati da Benigni: Vasco Valentini, Valeriano Biagioni per gli amici Riccardo, Vasco Rossi, il Micheli, Renzone al secolo Renzo Fabbri, il grande Franco Casaglieri scomparso l’ultimo giorno del 2015, ma anche, un pochino più giovane, Massimo Antichi, anch’egli di Vergaio.
Anche Francesco Nuti,  (il cui film del 1982, ‘Madonna che silenzio c’è stasera’, rimane, accanto al ‘Berlinguer’ di Benigni, il capolavoro dell’anima comica di questa città) regista e attore è cresciuto alla ‘scuola di comicità’ e di vita di una casa del popolo, quella di Narnali.

‘La Casa del Popolo è il Circolo, o meglio il circo di Narnali…anche ora, anche se le figure storiche degli anni Sessanta non ci sono più, tessitori con le dita mozzate hanno venduto i telai e sono andati in pensione, anche se la gente si veste elegante, i ragazzi sembrano tutti attori o cantanti, come quelli del Grande Fratello o di X Factor. … da ragazzo passavo i pomeriggi tra il campone e il Circolo, vicino un tiro di sasso. Dopo la partitella con la banda ero sempre affamato, correvo al bar e mangiavo le paste…una volta ne mangiai dodici, segnai come sempre sul conto del babbo, che non credette ai suoi occhi e mi maledì tra i denti quando il banconiere gli presentò il debito’ - (Francesco Nuti, Sono un bravo ragazzo: Andata, caduta e ritorno).