Luoghi di Prato:
Luoghi ritrovati

Da orfanotrofio a centro culturale

Magnolfi Nuovo

Da orfanotrofio a centro culturale

Nel 2003 in occasione di un corso di alta specializzazione teatrale, dall’incontro tra Teatro Metastasio Teatro Stabile della Toscana, "Accademia d'arte drammatica Silvio d'Amico” di Roma e Amministrazione comunale ha preso forma il progetto di far nascere a Prato, all’interno dell’edificio in disuso dell’ex-orfanotrofio Magnolfi, un Centro Culturale di formazione, produzione e ricerca che partendo dalle esperienze e competenze maturate sul territorio, operasse in una più vasta dimensione territoriale come una vera e propria "officina" in grado di produrre significative esperienze formative e produttive e offrire al contempo nuove opportunità ai giovani talenti. In origine l’ex istituto Magnolfi era un convento di frati Carmelitani; nel 1838 Gaetano Magnolfi vi apri un "orfanotrofio tecnologico", dotato di laboratori e aule, che formò molti abili artigiani (legnaioli, fabbri, sarti, tessitori, tipografi); il progetto, estremamente innovativo per l’epoca, dava la possibilità ai ragazzi di potersi mantenere e occupare una volta usciti dalla struttura.

All’edificio originale furono aggiunti negli anni successivi aule, laboratori, un intero piano di camere e nel 1871 un piccolo teatro. La struttura peculiare del vecchio edificio in cui storicamente convivevano spazi vocati alla formazione (aule e laboratori) , spazi per l’ospitalità e un teatro lo hanno reso luogo ideale per ospitare un centro di produzione culturale. La ristrutturazione ha permesso di recuperare funzionalmente l’edificio rispettandone l’originario significato storico e architettonico ma rendendolo estremamente funzionale alla nuova destinazione.

Il Magnolfi Nuovo oggi ospita al suo interno: un teatro per 98 spettatori; una sala polivalente per convegni e seminari; un’ala formativa con 3 aule didattiche e un’aula informatica attrezzata con 13 postazioni e strumenti per la videoproiezione; una caffetteria sempre aperta; una sala da pranzo nella quale è possibile degustare piatti tipici; una foresteria con 22 camere.
La ristrutturazione e l’utilizzazione degli spazi è stata pensata in modo da essere funzionale agli obiettivi di progetto ed è in grado di consentire la sperimentazione di nuove forme di interazioni: espressive, di produzione e rappresentazione. La possibilità di disporre di spazi formativi accanto a quelli teatrali permette di dar vita a dei veri e propri "laboratori sperimentali".

Per saperne di più:
www.magnolfinuovoprato.it