Città di Prato:
Itinerari

Dal Centro Pecci a Piazza Ciardi: un nuovo percorso d’arte contemporanea diffusa

Prato contemporanea

Dal Centro Pecci a Piazza Ciardi: un nuovo percorso d’arte contemporanea diffusa

Prato è la città dell'arte contemporanea grazie al Centro Pecci, polo regionale di coordinamento e sviluppo della cultura contemporanea e a una significativa presenza nel tessuto urbano di numerose opere d'arte. L’itinerario si dipana lungo un percorso urbano che parte dal Centro Pecci (facilmente raggiungibile per chi viene da fuori Prato dall’Autostrada A11 - uscita Casello Prato EST) e si estende fino al centro della città in “continuità” con la grande tradizione storico-artistica della Toscana. L’edificio in cui ha sede il Centro Pecci è un’opera architettonica di grande valore. La sede originaria, che ha aperto nel 1988, è stata progettata dall’architetto Italo Gamberini L’esigenza di ampliare lo spazio espositivo ha spinto comune e regione ad affidare all’architetto Maurice Nio la realizzazione di un nuovo edificio che si integra in maniera armoniosa con quello vecchio. L’attuale sede che si affaccia su una nuova piazza pubblica in cui si apre ingresso principale del Centro la cui visita richiede almeno 2 ore.

Nel giardino del Centro è possibile ammirare due importanti opere:
01 Sol LeWitt, Irregular Tower , 1997
02 Diego Esposito, Longitudine – Latitudine: 43° 51' 678'' N – 11° 6' 570'' W, 2001
Percorrendo Viale della Repubblica in direzione centro storico si incontra:
03 Eliseo Mattiacci, Riflesso dell'ordine cosmico, 1995-1996 (foto)
Proseguendo nella stessa direzione:
04 Henry Moore, Large Squared Form with Cut, 1969-1971 (Piazza San Marco)
05 Giò Pomodoro, Isla Negra, a Pablo Neruda, 1975-1976 (Via Marx)
06 Ben Jakober e Yannik Vu, Mazzocchio, 1993-1994 (Via Pomeria).
Una stazione fondamentale del percorso di arte urbana è il complesso Campolmi dove, nel cortile della Biblioteca Lazzerini, troviamo:
07 Barbara Kruger, Untitled (Prato), 1993
08 Bizhan Bassiri, La bestia, 1994
09 Hossein Golba, Colonna vertebrale della vita, 2001.

Nei pressi del Castello dell’Imperatore due opere di luce visibili solo dopo il tramonto:
10 Carlo Bernardini, Il passo della luce, 2014 (Cassero medievale);
11 Fabrizio Corneli, Grande sognatrice, 2014 (Piazza S. Maria in Castello).
Dal Castello l’itinerario prosegue fino a Piazza del Comune e Piazza Duomo; sotto la scalinata di Palazzo Pretorio campeggia l’imponente bronzo.
12 Jacques Lipchitz, Prometheus Strangling the Vulture, 1944/1953, donato alla città dalla Fondazione Lipchtz di New York.
All’interno della Cattedrale di Santo Stefano possiamo ammirare.
13 Emilio Greco, Dormitio Virginis, 1983 (Cappella della Sacra Cintola);
14 Robert Morris, Altare 2000-2001;
15 Robert Morris, Ambone 2000-2001 (Cattedrale, altare maggiore);
16 Robert Morris, Candelabro, 2000-2001 (Cattedrale, altare maggiore);
17 Robert Morris, Quattro per Donatello, 2001 (Chiostro della Cattedrale);
18 Giuseppe Spagnulo, Porta della Luce, 2009 (Cattedrale, navata laterale).

L’itinerario si conclude in Piazza Ciardi dove è possibile vedere due ultime opere:
19 Alessandra Andrini, Count Up, (Monumento alla resistenza) 2009, Piazza dell’università.
20 Marco Bagnoli, L'anello mancante alla catena che non c'è, 2016, Piazza Ciardi.
Per finire, suggeriamo una visita alla Fattoria di Celle, sulle colline di Santomato, un luogo incantevole a soli 16 km da Prato dove, su appuntamento, è possibile ammirare una prestigiosa collezione privata di arte ambientale con opere di Abakanowicz, Burri, Hopenheim, Karavan, Lombardi, Long, Mattiacci, Melotti, Morris, Paladino, Paolini, Parmiggiani, Poirier, Serra, Sol Lewitt, Vedova e tanti altri, grazie alla disponibilità del proprietario, il pratese Giuliano Gori.

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